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S’è sciolta Forza Italia
S’è sciolta, non per legge ma s’è sciolta
l’onesta cricca (già!) di Forza Italia
pel cenno del Capo d’un’altra svolta,
e vero non è caso che la balia
d’oggi sia la Madonna di Salute
quasi contro la matassa dei mali
di false al potere lingue tenute
potesse la Santa Madre invocata
restituire a tanto di bevute.
La democrazia resta bloccata
dalla cosca costruita a difendere
gl’interessi di Sua Tivù, nominata
propaggine dell’uomo di ètere
quintessenza chiappa della rivista
e di finta felicità da vendere,
botte di barricate per razzista
brillante dell’ami l’ano da bere.
Da dì che poi s’è sognato statista
(chi ha più cèmpion da far valere?)
trapiantato i capelli perché faccia
non somigliasse troppogli al sedere
ci regala quell’aria di magnaccia
della società bella dei due terzi,
che di disonestà ha sbiancato traccia
e nel partito plastica gli scherzi
per la cupoletta di riciclati
umoristi da un mucchio di sesterzi
che in Prima Repubblica, defilati,
avevano leccato dei potenti
anche il culo, ed ora in piedi, beati,
tengon Forza Italia dei deficienti
idea lutriana da pubblicitario
come se gli altri ambissero contenti
un’Italia flebil, clinante a svario.
Or potremo riappropriarci a ragione
prima che la festa di calendario
il nome d’una santa incitazione
ma ci vorrà del tempo, un lento viatico
forse due, l’altra generazione.
La nostra s’è sciolta nell’enigmatico
corpo che spopola di libertà
epopea del lider maximatico
che non coniugò mai in verità
l’erma responsabilità dei buoni
ma con la sola, fiera, libertà
del denaro per mance ed occasioni;
parola nata rubata, fossimo
votati alla schiavitù noi coglioni.
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