27 settembre 2026

813 - s. 606

I rapitori di san Francesco

Sta sul palco il Regista che dispensa il suo teatro d’alta cucitura: un branetto letto, poi, per misura, un violino che piange e che compensa. Un assaggio colto, poi una mensa di antipastini senza orditura, un brano dotto e una punteggiatura, come sistemati s’una dispensa. Troppo a lungö ostaggi sulla panca siamo noi, a mirare il collage strano: la lettera di riscatto non ci rinfranca, perché ogni lettera è d’altro giornale, ritaglio d’ansia di incerta mano, coerente nell’esser diseguale.