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E zompa, zompa, zompa
E zompa zompa zompa, zompa il Capezzon
come si mena, come sirena
come la figlia del calabron
ecco trascina la cantilena
che fa l’orchestra del suo padron
e pompa pompa pompa, pompa il Capezzon
dopo Schifani, dopo Elio Vito
è l’ultimo sol dei guastator
senza vergogna punta il suo dito
sconde il latrato del suo signor
e ciompa ciompa ciompa, ciompa il Capezzon
dopo una vita da radicale,
s’alza si cucchia, vola e s’avvita
nel triplo salto fenomenale
alla sua pista tutti c’invita
e stompa stompa stompa, stompa il Capezzon
la faccia mesta gronda mestizia
dalla mascella fin troppo dura
sempre di fianco alla giustizia
sempre più forte, sempre sicura
e zompa zompa zompa, zompa il Capezzon
(rallentando e cambiando ritmo)
E quando il nano muore
- anche il cielo stellato finirà -
in quelle magnifiche possenti ore
chi sarà che arriverà
(di nuovo come i ritornelli precedenti)
che compra compra compra, compra il Capezzon?
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