11 luglio 2018
564 – s. 405
Dibba
Un sonetto per Dibba? Non è in fondo
riconoscere al nuovo Ciceruacchio
d’essersi trovato un bel posto al mondo
sproloquiando a caso e a sputacchio
come un Masaniel cavato dal tondo
moderno degli arrabbiati per il cacchio,
non la cultura del Cola iracondo
ma l’estetica insulsa di Spelacchio?
Scrive come un bocchia di prima media,
pontifica sul tutto della vita
come se ne avesse, e la conoscenza
è approfondita ahimè su wikipedia;
è un guitto di logica indefinita
che rasenta i toni dell’indecenza.
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