3 dicembre 2025
711-712 - ss. 517-518


Togliétele la cittadinanza

Quando la sciocchina dal dire irruento lancia alla Stampa strali fuor misura, anche città fiere della ventura d'avere il suo nome a ornamento nutrono per forza un presentimento. Mormorano i sindaci e Prefettura: “Demmo onore, non un'investitura a proseguire nell'aizzamento.” E così nasce il dubbio municipale se il lauro, dato senza critica, vada tenuto o tolto dal fanale. “Revocare o no, le adulazioni?” Intanto la fracassona apodittica, continua a sparlar tr'applausi e tromboni.


E da Floris i due tontoloni

Sul ring del talk, luci da baraccone, stanno i due tonti in perenne tormento, un'ex giallonero del Parlamento, l'altro custode di rossa visione; eppure identica è la posizione: legati a uno pseudoragionamento, difendono i brani dell'argomento (crollerà al primo soffio di ragione) della sacerdotessa del balordo, che dispensa oracoli a casaccio. Con lei vanno di stupido e d'accordo, mona è il vecchio, più mona il ragazzaccio; Floris ride e a turno sul parco sordo li manovra con olimpico braccio.