Togliétele la cittadinanza
Quando la sciocchina dal dire irruento
lancia alla Stampa strali fuor misura,
anche città fiere della ventura
d'avere il suo nome a ornamento
nutrono per forza un presentimento.
Mormorano i sindaci e Prefettura:
“Demmo onore, non un'investitura
a proseguire nell'aizzamento.”
E così nasce il dubbio municipale
se il lauro, dato senza critica,
vada tenuto o tolto dal fanale.
“Revocare o no, le adulazioni?”
Intanto la fracassona apodittica,
continua a sparlar tr'applausi e tromboni.
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E da Floris i due tontoloni
Sul ring del talk, luci da baraccone,
stanno i due tonti in perenne tormento,
un'ex giallonero del Parlamento,
l'altro custode di rossa visione;
eppure identica è la posizione:
legati a uno pseudoragionamento,
difendono i brani dell'argomento
(crollerà al primo soffio di ragione)
della sacerdotessa del balordo,
che dispensa oracoli a casaccio.
Con lei vanno di stupido e d'accordo,
mona è il vecchio, più mona il ragazzaccio;
Floris ride e a turno sul parco sordo
li manovra con olimpico braccio.
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