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25 novembre 2025
704 - sonetto 512
La rana salvatrice
Crede la rana, qual anfibio magno,
di custodir del mondo il gran mistero;
salta e corregge tutti nello stagno,
ma giunge sempre tardi al suo pensiero.
Col petto gonfio annuncia il suo guadagno,
crede salvar la scuola, e il pianeta intero!,
e sgrida il vento, raddrizza il rigagno,
ma il tempo è già passato, e resta zero.
Le lucciole guardano la sua presa,
il fiume sospira, l'erba geme piano:
la sua precisione è bruma sospesa,
nell'aria si diffonde un vento arcano:
se sbaglia tutto, è la sua dolce impresa,
non s'accorge, e ride... Tu fa' piano.
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