2 gennaio 2026
735, sonetto 539
Kennedy Trump Center
Vuol dare al Kennedy anche il denigrato
suo nome, quasi a far da controcanto
al mito altrui, di certo più giustificato
del proprio, di cui non può menar vanto,
e s'aggrappa al divo già coronato,
fotogenico, eterno, quasi santo,
e in quel riflesso cerca un po' di fiato
per l'ego suo, che invano chiede incanto.
Chi lascerà di sé triste memoria
ruba la luce a chi già luce fu:
è fame antica, la ricerca di gloria,
ma lui, buffo, fa pena un po' di più
perché tenta, con insensata boria,
di brillar, ché il suo sole non sta su.
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