16 febbraio 2026

768 - sonetto 569

Katal

Per ogni muro firma il suo grafema
e ripete “Katal”, nome scimmiesco,
su serranda o palo netti di fresco
che non cercano pastrocchio o patema.

Non offre un senso, né misura o schema,
non un disegno, un'ombra, un arabesco:
soltanto il nome, magro o gigantesco,
che dal nulla e del nulla prende tema.

Sandonà sbadiglia al suo passaggio,
ché l'arte chiede studio e tanta cura,
non l'eco dello scemo del villaggio, 

il quale s'affanna in caricatura:
scrive il suo nome come unico coraggio,
il muro resta muto... e lui figura.