713 - s. 519
Il direttor che a cazzo virgoleggia
Nel suo giornal il povero Belpietro
sparge ogni dì le sue Verità fesse,
e mai con onestà si volge indietro:
sbuffa sempre, ma come se ridesse.
La penna, animata dal di dietro,
tuona di cazzate mal espresse
e perciò scivola, come su vetro,
sul nemico suo: le virgole malmesse.
Così la frase, gonfia di ogni zelo,
si spezza, e il senso cade giù dal melo,
e se pur (raro!) inciampa in verità
tante virgole tra soggetto e verbo
mostrano il falso periodare acerbo
d'uno che sgrammatizza in “libertà”.